Bosnia
Quell’estate ho deciso di partire… 20giorni in una località sconosciuta: Presnace, vicino a Banja Luka! Non sapevo quasi nulla, sia della situazione del posto, sia dell’organizzazione con la quale sarei partita, sia della gente che avrei trovato eccetto le tre persone che partivano da Genova con me, ma soprattutto non avevo ben chiaro il motivo di quella scelta…
Le sole poche cose che sapevo erano che era un campo di lavoro… (in senso buono… intendo!!!!) di giovani over 21 per dare una mano alla comunità cattolica e non solo… del posto nella ricostruzione di una chiesa distrutta dai bombardamenti e nello scavo di un canale per l’acqua…!
Non avevo neanche troppe informazioni sulla situazione politica e economica del paese nel post guerra ma sinceramente, appena sono arrivata nel posto e guardandomi un pochino attorno …la cosa mi è parsa anche fin troppo chiara……! Immaginatevi un paesaggio da film della Sicilia anni ’50…strade sterrate dai buchi enormi, case più o meno in piedi fatte di soli mattoni senza le ringhiere dei poggioli, piccoli venditori ambulanti ai lati della strada che vendono 5 zucchini e 3 meloni, bambini in branco con un pallone in mano in mezzo alle rotaie e poi tutto attorno alberi di prugne e poi… poi basta… si è solo tutto qui… i lavori per la chiesa sembravano l’unica attività in quella zona… oltre al campo da pallone (cioè 2 reti montate con linee bianche ormai inesistenti..) sempre pieno di bambini ma non solo… anche giovani 20enni ma anche padri di famiglia disoccupati… ed è infatti è questa la cosa più preoccupante: la disoccupazione.. la mancanza di industrie chiuse dopo la guerra, ma soprattutto l’inesistenza di piani di ricostruzione e di interventi sociali… i soldi non ci sono, la gente vive di quel poco che ha “alla giornata”…..,anche perché sfido qualsiasi persona a vivere con una pensione di circa 30 euro al mese con i prezzi del cibo dimezzati rispetto all’Italia….!Inoltre i problemi non sono solo economici ma anche etnici nel senso che la guerra ha accentuato divisioni e conflitti anche all’interno di famiglie stesse e quindi oggi anche se il conflitto sembra a 10 anni di distanza,un fatto del passato ,in realtà ha lasciato segni pesanti e la situazione dei Balcani rimane una “polveriera” pronta a riaccendersi in qualsiasi momento!
Ci sarebbe da parlare moltissimo su questa questione ma preferisco raccontarvi di quello che è stato fatto in concreto e del clima che si respirava tra i 60 (eravamo tanti alla fine..) partecipanti al campo… una accozzaglia di gente diversissima sia per credo religioso, che per esperienze, per carattere e soprattutto per città di provenienza… insomma c’era molto di cui parlare.. poi io sono curiosissima quindi mi sono trovata subito ben inserita e accettata.
Ci siamo divisi i lavori da fare e quindi i ragazzi si sono fatti un mazzo tanto a costruire questo canale lunghissimo per l’acqua assieme ad alcuni “veri operai” del posto con cui siamo diventati “compagni” di bevuta fin dalla prima sera ! Noi ragazze invece organizzavamo la cucina (far da mangiare per 60 persone è uno sbattone tremendo… vi assicuro…!) oppure andavamo in giro per la famiglie segnalateci da una nostra amica del posto, a fare piccoli lavori come imbiancare, lavare, tagliare la legna e addirittura ricostruire una stalla ad una donna la cui mucca era l’unica fonte di sostentamento per lei e per i suoi 4 figli….! quest’ultima attività era bellissima da farsi perché il sorriso con cui queste signore o famiglie ti accoglievano in casa loro ti dava poi la forza e la voglia di fare… poco sicuramente rispetto alle infinite loro necessità ma… comunque era qualcosa… quella famosa goccia d’acqua in mezzo all’oceano ti pareva già una pozzanghera dato che stavi lavorando con altri tuoi compagni per lo stesso fine….; l’unica cosa veramente difficile da farsi era mandare giù alle 9 di mattina i diversi bicchierini di grappa alle prugne che ci venivano sempre offerti e a cui non potevi rifiutare perché era una delle poche cose che possedevano!
Insomma alla fine dei 20 giorni la chiesa era messa bene, il canale era stato ultimato con grande gioia sia del mitico prete della chiesa di nome ”Svonko” (..un uomo con gli attributi….) che della gente del posto che trovava nella Messa della domenica un punto di raccoglimento e di speranza. Per me questo campo è stato quello di cui avevo bisogno, cioè è stato un modo per scoprire che le persone “interessanti “e “motivate”esistono ancora anche se non è facile trovarne ogni giorno… basta cercarle nei luoghi giusti! Era da anni che non mi succedeva di rimanere a parlare fino a notte fonda (3-4 del mattino) con persone tanto diverse, interessanti e critiche di tantissime cose… dal volontariato alla situazione politica Italiana, dalla mafia alla chiesa… ma anche discorsi ogni sera sempre via via più personali fino all’ultima sera quando ci sono stati abbracci veramente sinceri e pieni d’affetto! Per fortuna le persone con cui vuoi mantenere i rapporti rimangono e quindi… ho trovato degli amici!
Questa è stata la cosa del campo che mi è rimasta maggiormente ma penso che comunque che questa esperienza mi abbia dato una spinta in più al ritorno per continuare le mie attività di volontariato nella mia città… insomma per “continuare la mia esperienza bosniaca a Genova”….e penso che questi campi servano proprio a questo…, cioè a non dimenticarci delle nostre realtà attorno e a farci uscire dall’indifferenza del quotidiano… sempre più pressante e accattivante!
Luana