I colori sbiaditi dei palazzi che una volta erano sgargianti[1] fanno da cornice alle chevrolet che impazzano a La Habana, splendida capitale cubana, simbolo dell’isola caraibica che negli ultimi 50 anni ha saputo essere un esempio unico al mondo di antitesi all’imperialismo, yankee in primis, non mancando tuttavia di conservare al suo interno una lunga serie di forti contraddizioni.

 

I soldati cubani controllano ogni pochi metri L’Habana, giorno e notte, dal malecon  al capitolio passando da L’Habana vieja e per la bodeguita del medio[2], di strada subito dopo aver passato la plaza de la catedral[3] ove sorge la cattedrale, fondata dai gesuiti e splendida nella sua pianta quadrata, dalla decentrata plaza de la revolucion con il volto del Che su quello che era il ministero da lui condotto e il memoriale di Jose Marti[4] fino al vedado ove sorgono a poca distanza uno dall’altro l’hotel nacional e l’hotel Habana Libre[5].

 

Il 1 Gennaio 1959 Fidel Castro pronunciava da Santiago de Cuba un solenne discorso in cui proclamava la vittoria dei ribelli da lui guidati su Fulgencio Batista[6] e l’avvio di una nuova era che sarebbe stata caratterizzata da un comunismo di massa che offrisse gratuitamente ai cittadini tutto ciò di cui la gente aveva bisogno: istruzione, cibo e assistenza medica.

 

Non si può dire che a Cuba manchino queste priorità: l’istruzione, fino all’università è a carico dello stato e negli ultimi 40 anni è notevolmente cresciuto il numero di laureati; i medici che lavorano nelle strutture ospedaliere sono tra i migliori in circolazione e sono oggetto di numerose proposte di lavoro[7] da paesi stranieri; il cibo pur in quantità minime e inadeguate viene fornito in dosi personali ai residenti dotati di libreta[8].

 

Uno degli aspetti peggiori dell’economia cubana è rappresentato dalla doppia moneta: mentre la popolazione locale è retribuita e paga nei normali esercizi commerciali in pesos cubani, gli stranieri (oltre che la stessa popolazione locale per determinati generi di consumo come la birra il sapone..) pagano in pesos convertibili, meglio noti come CUC, che hanno di fatto surclassato il dollaro, onnipresente e richiestissimo in passato e non più accettato, sia nell’utilizzo che nella quotazione di cambio che ottiene.[9]

 

La polizia imperversa, come detto, sulle strade cubane concentrandosi principalmente nella capitale e nelle spiagge affollate di turisti.[10]

Rispetto all’era di Batista in cui imperversava una prostituzione totale, dilagante integrata in un meccanismo di riciclaggio di denaro sporco e traffici illeciti, oggi la situazione, pur non essendo ancora debellata a causa anche di tanti connazionali che offrono tutto il peggio di se in “vacanze a sfondo sessuale all’insegna dell’approfittamento”, la situazione sembra migliorata.

Nelle spiagge cosi come in città è presente un militare ogni poche decine di metri, solerte nel richiedere i documenti ad ogni ragazza o donna che si trovi in presenza di uno straniero; tale controllo formale, se da una parte disincentiva approcci manifestamente disinibiti, dall’altra circoscrive il fenomeno di incontri e quant’altro alle casas particulares, ove è possibile affittare una stanza in altre case, rispetto agli hotel ove vige un divieto di condurre ragazze da fuori.

 

L’allegria della gente è unica, totale, contagiosa e dirompente, esempio di integrazione totale e riuscita tra popoli e razze profondamente diverse che hanno ben saputo integrarsi da sempre.         La chiesa cattolica sta poco alla volta riprendendo potere, pur limitata e controllata dal partito comunista che sembra offrire spiragli di apertura e sprazzi di libertà pur sotto la sua ala accentratrice.

 

Venendo all’obiettivo della ricognizione a Cuba bisogna fare un passo indietro: allo scoppio furente della guerra civile[11] in Sri Lanka ove la LMS dall’estate del 2005 presta servizio in un piano triennale di aiuto in collaborazione col MAGIS e appoggiandosi ai gesuiti, anche italiani dell’isola.

Essendo dunque venuta meno la possibilità di realizzare il campo estivo, analogamente a quanto era successo l’estate precedente, avevo profilato a Massimo la possibilità di sentire un sacerdote genovese che da 7 mesi era stato trasferito a Cuba, in un villaggio, Santo Domingo,vicino a S.Clara.

La nostra ricognizione ci ha portato a visitare le città di Cienfuegos, Trinidad, Santa Clara, Matanzas, Cardenas e Varadero, arrivando e rientrando all’Habana.

 

Il villaggio di Santo Domingo ove presta servizio don Marino, pur avendolo vistitato solo 3 giorni in compagnia, fra gli altri di Luigino, è quello che maggiormente mi ha impressionato, per l’arretratezza dilagante: dalle case fatiscenti alla povertà di risorse, per il numero elevato di bambini, cui gli stessi ragazzi della parrocchia di don Marino svolgono opera di evangelizzazione, per un contesto di case, strade e colori in tinte opache, decisamente più sbiadite dei colori dominanti nella capitale, che ricordano la prima Sighetu Marmatiei vista nel 1998, un tuffo al cuore..

La situazione di un possibile aiuto non è facile: a don Marino cosi come a (quasi) nessuno è consentito poter aprire un conto corrente a proprio nome cosi da poter raccogliere donazioni e fondi; inoltre anche altri generi di aiuto devono prima essere dichiarati anche ai superiori del centro missioni di Genova.

 

A questo punto abbiamo avuto altri contatti, il più convincente dei quali sembra essere nella città di Cardenas, città del gesuita Juanito, ove già Massimo a nome della lega aveva fatto una consistente donazione nel corso della sua ultima visita all’ospedale dove lavora la zia di Juan e in cui sembrano potersi soddisfare le prerogative necessarie all’apertura, eventuale, di un nuovo fronte. Vedremo..

 

Prego affinché la provvidenza divina, quella delle 3 case in Romania, grazie alla quale esistiamo, illumini i nostri passi, le nostre scelte, le nostre vite, sempre..

 

 

 

Luca Capurro

 

 



[1] Un esempio su tutti è quello costituito dalla città di Trinidad, splendido borgo spagnolo conservato nel suo splendore di case dai colori sgargianti e patrimonio tutelato dall’UNESCO.

[2] Storico locale ormai prettamente turistico ove era di casa Ernest Hemingway, cui si attribuisce il merito di aver creato il leggendario mojito.

[3] Che forma insieme a plaza s.francesc d’assis, plaza de armas, e plaza vieja un quadrilatero di piazze da cui iniziò l’espansione dell’antica città.

[4] E’ il primo dei riferimenti nazionali, pur straniero poiché di genitori spagnoli, analogamente a Maximo Gomez ed Ernesto Guevara de la Serna. Jose Marti, professione avvocato incarna nei suoi scritti, nel suo pensiero, nelle sue gesta, il patriottismo nazionale cubano.

[5] Uno dei simboli della città in quanto in precedenza hotel della catena alberghiera Hilton e confiscato dal regime castrista per fornire risposta eloquente antimperialista.

[6] Batista coadiuvato dagli USA governò a Cuba fino alla fine del 1958. Il periodo del suo governo fu caratterizzato dalla corruzione, il contrabbando, il gioco d’azzardo ed una prostituzione dilagante. Sottovalutò inizialmente l’offensiva dei “barbudos” ribelli guidati da Castro dopo che questi fallirono pochi anni prima l’assalto alla caserma Moncada in cui la maggior parte di questi perse la vita; lo stesso Castro, processato, pronunciò in sua difesa il celebre sermone:”la storia mi assolverà”in cui legittimava quanto da lui compiuto e riusci infine a scappare in Messico, dove conobbe Ernesto Guevara de la Serna, da cui organizzo la spedizione sul mitico Granma, piccola imbarcazione alla volta di Cuba.

[7] Per evitare la crescente emigrazione di medici cubani, formati completamente a spese dello stato, il governo cubano ha disposto una legge secondo la quale un medico che termina gli studi, non può emigrare prima di aver compiuto un minimo di circa 5 anni di servizio in strutture cubane.

[8] Analogamente a quanto accadeva in Russia prima della perestrojka o da noi in tempo di guerra, nella libreta vengono scritte e scalati i quantitativi di generi alimentari che periodicamente spettano ai cittadini cubani: le dosi sono insufficienti al sostentamento.

[9] Per avere un idea: 1 euro corrisponde a 24 pesos cubani; il CUC vale poco meno dell’euro, circa 0,80. Il CUC, che vale più del dollaro, è secondo solo a poche monete, come la sterlina e l’euro e rappresenta una delle tante contraddizioni nella vita cubana quotidiana.

[10] I turisti rappresentano oggi una risorsa indispensabile al mantenimento del paese e ciò fa si che i controlli dei militari sulle ragazze locali, atti a ridurre la prostituzione, non siano di solito previsti per “gli accompagnatori”, mentre vengono chieste le generalità alle ragazze.

[11] Un chiaro esempio di come le tensioni tra tamil e cingalesi non si fossero stemperate, al di la della mediazione norvegese, lo avevamo gia avuto a natale quando un parlamentare tamil fu ucciso a Batticaloa, zona tamil, al momento della comunione alla messa di mezzanotte.